COSA VEDERE
DUOMO
La Chiesa Cattedrale di Santa Maria Assunta è un'opera di stile neoclassico realizzata da Pietro Camporese e figli nella seconda metà del XVIIIsimo secolo.
I lavori vennero terminati nel 1796, ma la chiesa fu consacrata solo 23 anni dopo, nel 1819.
Al suo interno è possibile ammirare l'altare maggiore, realizzato con marmi pregiati nel 1861, grandi pale d'altare dei primi dell'Ottocento raffiguranti San Giovanni Battista, la Consegna del Rosario, il Martirio di Sant'Aniceto papa, l'Ultima Cena, la Crocifissione, la pala dell'altare maggiore raffigurante l'Assunzione di Maria Santissima, di Cristoforo Hunterperger e una tavola di scuola veneto-cretese del XVI secolo, raffigurante l'Adorazione dei Magi, recentemente restaurata e visibile in una navata sinistra della Cattedrale.
ARCO DI PORTA
Costruito nel XVI secolo, l'Arco di Porta rappresenta l'unico punto di accesso al centro storico della Città di Gallese (si pensa che in passato ce ne fossero almeno altri tre).
Costituito da un portale bugnato in travertino, l'imponente struttura presenta reca – sulla sua sommità – lo stemma della città e quello della famiglia Altemps.
CHIESA DI SAN LORENZO
La Chiesa di San Lorenzo (normalmente non visitabile) è tra i più antichi edifici religiosi della città di Gallese, esistente già nel XV secolo.
Al suo interno è possibile apprezzare alcuni dipinti del secolo XVII ed una collezione di oggetti legati alla liturgia del Venerdì Santo. E' proprio in questa occasione che la chiesa viene aperta al pubblico, come pure il 10 Agosto, giorno dedicato a San Lorenzo.
In passato fu sede della Confraternita del SS. Nome di Gesù.
CHIESA DI SANT'AGOSTINO
La chiesa di Sant'Agostino è forse il più antico luogo di culto di Gallese, già presente nella città sin dal IX-X secolo.
Originariamente apparteneva ad un più ampio complesso che inglobava diversi edifici, oggi destinati a usi diversi (il Convento, ora occupato dalle Suore del Preziosissimo Sangue, e il cosidetto “Mulino del Duca”). Osservando la facciata della chiesa, dove spicca la lunetta affrescata del XVI secolo, è possibile notare le tracce di numerosi rifacimenti.
La chiesa è stata poi di recente oggetto di un lungo e attento processo di ristrutturazione. A seguito del cedimento di una capriata della navata principale, infatti, la chiesa di Sant'Agostino era stata chiusa circa dieci anni. I lavori di ristrutturazione interni hanno riguardato esclusivamente le pareti non affrescate e parzialmente le parti in stucco. La chiesa è stata poi riaperta al pubblico e riconsacrata al culto nel giugno del 2009.
Nella chiesa ci sono alcuni preziosi affreschi: San Sebastiano, San Famiano e Sant'Antonio Abate del 1520, l'immagine della Maddalena e di San Rocco (secolo XVI). Durante i lavori è venuto alla luce un frammento di affresco medievale ai piedi della controfacciata nella zona sottostante la nicchia in cui è raffigurato San Famiano (dipinto datato 1520); il frammento raffigura entrambi i piedi di una figura umana ed è posto a livello inferiore dell'attuale pavimento della chiesa.
A destra dell'altare maggore si trova la Cappella dell'Annunziata che reca sulle pareti affrescate da artisti della scuola di Antonio Del Massaro da Viterbo, detto il Pastura, le scene dell'Annunciazione, della Natività, dell'Adorazione dei magi e della Strage degli Innocenti.
Al centro dell'altare maggiore si trova una tavola dipinta raffigurante la Madonna del buon Consiglio, mentre ai lati sono collocati i dipinti ad olio raffiguranti San Benedetto e Sant'Agostino. Danneggiata nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, è ora curata dal Comitato dell'Immacolata Concezione.
I lavori sono stati possibili grazie al contributo della Regione Lazio e del Comune di Gallese. Nel corso del restauro sono stati portati alla luce reperti romani e pre-romani: il ritrovamento di mura, vasellame e pesi da telai sono per Gallese di eccezionale importanza. I resti del muro, sopratutto, che taglia longitudinalmente la chiesa rinvenuto ad oltra un metro di profondita potrebbe spostare di parecchio indietro del tempo l'origine del paese. Questo muro, in grossi blocchi squadrati di tufo rosso, divide peraltro in due una delle grosse fosse quadrangolari, di incerta funzione, ritrovate sotto il pavimento che venne riempita nel corso dell'età repubblicana. Se lo studio sui materiali ritrovati (ora conservati nel Museo e Centro Culturale “Marco Scacchi” di Gallese) dovesse avvincinarli al periodo più antico in cui l'Agro Falisco venne definitivamente sottomesso a Roma, l'origine di Gallese sarebbe da far risalire quantomeno al popolo cui tutti si sentono da sempre empaticamente motlo vicini: i Falisci.
PALAZZO MASSA
Il palazzo (normalmente non visitabile) prende il nome dal suo originario propietario e inquilino Antonio Massa, noto giureconsulto, vissuto nel XVI secolo e operante presso la famiglia Farnese (lo stesso casato di papa Paolo III) a Roma.
Antonio Massa, nato a Gallese nel giugno del 1500, fu anche storico e letterato, autore di un'importante opera di storia locale, il De origine et rebus Faliscorum liber, monografia in latino sui Falisci pubblicata nel 1546, nonché primo volume dell'età moderna che sappiamo dedicato a questa antica civiltà.
Nel centro storico del paese, è ancora possibile vedere il cinquecentesco palazzo Massa e osservare, dal cortile d'ingresso in via Santa Chiara, gli stemmi nobiliari della città.
CONVENTO DI SANTA CHIARA
L'originario convento di Santa Chiara, con annessa una chiesa oggi non più esistente, venne realizzato agli inizi del XVII secolo e mantenne la sua funzione conventuale fino al 1804, quando l'occupazione francese costrinse le monache ad abbandonare l'edificio.
Oggi, la struttura, recuperata e rimodernata, ospita la Biblioteca Comunale e la sede del Museo e Centro Culturale “Marco Scacchi”, dedicato al musicista e Maestro di Cappella gallesino, Marco Scacchi, operante alla corte di Varsavia nel secolo XVII. Il Museo e Centro Culturale è nato con l'intento di rafforzare l'identità storico-artistica del territorio di Gallese e per promuovere attività culturali. Al suo interno è presente il prezioso Archivio Storico, contenente documenti a partire dal Medioevo, opere d'arte rinascimentali, macchine industriali dei primi del '900.
PALAZZO COMUNALE
Sede storica dell'Ammistrazione di Gallese e recentemente restaurato, il palazzo fu fatto costruire nel 1474 da Marco Galassi, “scindicus” della Città.
Ad informarcene, un'antica maiolica conservata sopra il portone di ingresso al primo piano del palazzo. Sulla facciata spiccano, inoltre, i resti murati di un altare reliquiario del XV secolo e la significativa ed emblematica iscrizione latina SAECULA DUM VIVENT, DURABIT VITA FALISCI (per quanto dureranno i secoli, continuerà la vita per i Falisci), a testimoniare le antiche origini della Città di Gallese.
FONTANA DELLE TRE CANNELLE
La fontana è uno dei monumenti più caratteristici della Città di Gallese.
Collocata nel cuore del centro storico, in posizione angolare rispetto al Corso Duca Luigi, piazza Umberto I e via Garibaldi.
La fontana delle tre cannelle, realizzata nel 1865, ha rappresentato per decenni il principale punto di approvviggionamenti idrico della città. Oggi, invece, svolge una funzione puramente decorativa.
CONVENTO DI SAN FRANCESCO
Soppresso nel 1875, abbandonato nel 1894, il Convento e la chiesa di San Francesco, o dei cappuccini, considerati tra i primi dell’ordine, furono eretti a Gallese il 10 marzo del 1550, nel Colle di Santa Maria, su un terreno donato dal Capitolo della cattedrale.
La tradizione dell'Ordine voleva che i conventi fosssero edificati dai frati con le loro mani e difatti conosciamo molti nomi di questi “fabbricieri” che si sono alternati nella Tuscia per progettare e costruire conventi, chiese, selve, orti e quant'altro necessario alla comunità.
Dopo il lavoro dei “fabbricieri”, i frati pittori dipingevano e decoravano le chiese, popolandole di figure della Immacolata, di frati, di santi, di beati, tutte con quel particolare tono “cappuccino”.
Il 14 gennaio 1594, sull’altare di sinistra della chiesa, fu posta la pala d’altare, oggi in raccolta privata. Nei primi anni del ‘600, il convento era abitato da una dozzina di frati, e nel Capitolo Provinciale del 1628 si decise di erigere una cappella in onore del Beato Felice di Cantalice. La posizione della struttura, considerata non eccellente, favoriva la sua soppressione, ma la volontà della popolazione locale impedì tale decisione e nella metà del ‘600 il convento venne arricchito di un ampio refettorio, stanze ed altri spazi utili. Nella prima metà del ‘700 l’edificio fu restaurato, ma alla fine del secolo fu abbandonato per i noti sconvolgimenti politici determinati dalla Repubblica Romana. Alla fine di questo tormentato periodo i frati tornarono ad abitare il convento, tanto che, nel 1849, si contavano una decina di presenze di frati e sacerdoti. Nel 1877 il Demanio cedette al Municipio il convento allo scopo di costruirvi il cimitero e nel giungo del 1894 i cappuccini abbandonarono la struttura. Il 31 ottobre 1899, durante la Visita del vescovo Giacomo Alessandro Grezzi, la chiesa del convento compare ancora in efficienza, con alcuni quadri ancora presenti sugli altari: una Madonna della Speranza, con il sottoquadro raffigurante S. Felice da Cantalice, insieme alla Madonna degli Angeli ed Un santo ornavano l’altare di sinistra, mentre sull’altare maggiore era presente la Madonna della Luna. Dei dipinti citati non esiste attuale riscontro, mentre in una raccolta privata è presente una tela con Il perdono di Assisi, che si ritiene provenga dal convento di Gallese. Dopo una lunga permanenza nel monastero dei Canonici Regolari dell’Immacolata, il complesso fu venduto nel 1972 circa e risulta tuttora di proprietà privata, con destinazione dell’intero immobile a struttura ricettiva:
>>> Convento di San Francesco
FONTANA DELLA ROCCA
Altro monumento simbolo di Gallese, la fontana campeggia al centro di Piazza del Castello ("La Rocca", per i gallesini).
Di manifattura cinquecentesca, la fontana è costituita da una vasca esagonale in peperino, sui lati della quale si trovano gli stemmi nobiliari delle famiglie che hanno governato la città. Risale al XIXsimo secolo, invece, l'aggiunta di un fusto, anch'esso in peperino, sulla cui sommità è stato posto un gallo bronzeo, simbolo di Gallese.
PALAZZO DUCALE
Oggi il palazzo ducale (non normalmente visitabile), nella sua elegante imponenza, si staglia in fondo ad una larga piazza, alla quale fa da cornice.
L'area nella quale sorge fu, sin dal periodo falisco, riservata alle strutture difensive. Il monumentale edificio fu modificato, e ulteriormente fortificato, nel XV secolo, per volere di Papa Alessandro IV, che incaricò l'architetto Antonio da San Gallo di cingere la rocca di mura dagli altri torrioni merlati. Successivamente gli stessi Altemps, signori di Gallese, lo trasformarono in palazzo, seguendo un progetto che fu del Vignola ma che fu eseguito dai fratelli Fontana con Giacomo della Porta.
Se l'esterno è monumentale, l'interno è ricco di opere d'arte e di antichi cimeli. Tutt'oggi il palazzo è abitato dal suo proprietario, il Duca di Gallese don Luigi Hardouin, che ne mantiene intatto lo splendore di un tempo.
BASILICA DI SAN FAMIANO
Tipico esempio di architettura romanica (fu realizzata nel XII-XIII sec.), la Basilica di San Famiano sorge appena fuori le mura della città, sugli stessi luoghi dove si trovava la grotta scelta dal monaco Famiano per la sua sepultura.
La stessa grotta è stata inglobata nella basilica, nel momento della sua costruzione, ed è diventata la cripta che ancora oggi ospita le spoglie incorrotte di Famiano, diventato il santo protettore della città di Gallese.
La basilica conobbe diverse fasi di lavorazione e, dal Medioevo in poi, anche numerosi interventi di restauro.
Il legame della popolazione gallesina con il santo e con il luogo a lui dedicato è particolarmente forte. Ogni anno, il giorno 8 di agosto (giorno della morte di San Famiano, avvenuta a Gallese nel 1150), la basilica diventa il cardine delle cerimonie di festaggiamento che i gallesini tributano al patrono.
SAN FAMIANO A LUNGO
La chiesa di San Famiano a Lungo sorge a circa 3 km dal borgo ed è particolarmente cara ai Gallesini.
Se la Basilica di San Famiano è il principale luogo di devozione, non è però l'unico: a circa tre chilometri di distanza dal centro abitato, in aperta campagna, sorge una chiesetta, edificata laddove Famiano compì il primo miracolo, il miracolo dell'acqua, il 17 luglio 1150. In questo giorno di luglio, ogni anno, la chiesetta è meta di un pellegrinaggio da parte dei cittadini devoti che, dopo aver preso parte alla celebrazione di una messa, bevono – secondo la tradizione, l'acqua che sgorga ancora oggi dalla fonte miracolosa. La chiesetta fu eretta, probabilmente, subito dopo la morte del santo. Fu successivamente rimaneggiata nel corso del '500, come testimonierebbe un frammento dell'affresco del miracolo, datato 1575.
Nel 1723 viene così descritta da Splendiano A. Pennazzi:
“...Entro al lato destro di essa nell'ingresso verso ponente si vede il Fonte, le di cui acque sempre si conservano senza crescere o diminuirsi quando si prende. Per maggiore commodità del popolo scavarono un piccolo pozzo continugo alla muraglia esteriore di quella Chiesuola per consurvi la sudetta acqua, ma poco vi durò, perchè l'acqua da se ritornò dalla sua pristina scaturiggine, non mutando il suo luogo antico miracoloso...”
Presentava in quel periodo una cancellata sul davanti. E' stata ristrutturata, senza alterarne lo stile, nel 1981.
Il culto del santo e la custodia delle due chiese sono affidati all'antica Confraternita di San Famiano, ricostituitasi nel 1990.
OASI WWF PIAN SANT'ANGELO
Il Monumento Naturale ed Oasi WWF di Pian Sant’Angelo si estende per 262 ettari nei Comuni di Corchiano e Gallese.
L'Oasi WWF di Pian Sant’Angelo è rilevante dal punto di vista naturalistico soprattutto per la diffusa presenza di forre, la fauna e la flora, le emergenze archeologiche (tra cui un tratto della Via Amerina) e il paesaggio agricolo “antico”, conservato con tutti i suoi elementi caratteristici tradizionali, come siepi e alberi isolati, particolarmente importanti per la tutela della biodiversità.
Attualmente i terreni sono parte di un'azienda agricola biologica a conduzione familiare (Pratesi), attraversato dalla vecchia ferrovia Orte-Civitavecchia. Oltre 40% del territorio dell'Oasi è riservato alla conservazione degli habitat presenti (boschi intatti). Sono stati realizzati alcuni interventi per aumentare la biodiversità: la reintroduzione della Starna, due stagni per anfibi, siepi autoctone di piante da frutto selvatiche, nidi artificiali per il gheppio...
Il Monumento Naturale di Pian Sant'Angelo tutela una porzione dell'antico Ager Faliscus, area ricca di testimonianze archeologiche relative all'insediamento e al culto funerario delle populazioni etrusco-falsiche. Di particolare interesse: l'acquedotto “il Ponte del Ponte” (un notevole esempio di ingegneria idraulica preomana) e la “Tomba del Capo” (III-II secolo a.C.).
Strutture: Sentiero Natura, Centro Visite con servizi igienici, due aree picnic ed un’aula didattica all’aperto.
Sito web: >>>WWF Oasi Pian Sant'Angelo


