STORIA DI GALLESE

La Città di Gallese sorge in un territorio denso di antichissima civilità. Perde le sue origini nei confini tra storia e leggenda. Nel periodo moderno la storia è denotata dalla presenza della famiglia Altemps e Hardouin...

 

LE ORIGINI

Gallese, nella provinicia di ViterboSu un pianoro tufaceo scavato da due corsi d’acqua, sorge la Città di Gallese, in un territorio abitato già nel paleolitico superiore, come testimoniano numerose vestigia sia falische che etrusche: il ponte detto ‘Pontaccio’, le tombe a loculi di Loiano, la tagliata della Madonna del Riposo, le necropoli di Pian dei Calvi.
Quanto al nome, esso non deriva come si potrebbe pensare dai Galli, che in questa zona furono sconfitti nel 309 d.C. nella battaglia del lago Vadimone; l’etimologia risale addirittura ad Halesus, figlio di Agamennone re di Micene, riportandoci così in  tempi mitici e leggendari.  Dopo la morte di suo padre, Halesus sarebbe giunto nel nostro territorio, fondandovi l’antica città di Faleria. Col passare dei secoli il nome Halesus è mutato in ‘Gallese’, cambiando l’H in C e quindi in G.  Nei documenti più antichi infatti Gallese viene scritto con una sola L, ed esiste tuttora una fontana Alesana nel territorio del vicino Monumento Naturale Oasi WWF di Pian Sant’Angelo.
Nel III secolo avanti Cristo, ormai in epoca romana, l’abitato si trasferì lungo le rive del vicino Tevere, che forma un’ansa dove sorgeva il Portum Arcelae, collegato alla Via Flaminia, e l’insediamento di Gallese decadde per poi fiorire di nuovo dopo il crollo dell’Impero Romano, quando la gente tornò a rifugiarsi più in alto, nell’antico ‘pagus’ meglio difendibile.  Molto presto la rocca di Gallese si configurò come un presidio importante sia della Via Amerina, che collegava Roma ad Amelia, sia della Via Flaminia. che correva parallela al Tevere. L’attuale piazza della Cattedrale e del Comune – probabilmente corrispondente all’antica acropoli del centro falisco – venne usata per il mercato e le assemblee cittadine. Nelle vicinanze delle mura, invece, si stabilirono gli abitanti provenienti dalle campagne.

 

ROCCAFORTE DELLA CHIESA E FEUDO

Panoramica di Gallese (VT)

L’evangelizzazione cristiana si diffuse rapidamente nel territorio e già nel IX secolo la diocesi di Gallese è ufficialmente nota. Si costruirono chiese, monasteri e conventi, e ben due papi, Marino I e Romano I, ebbero i natali nella nostra città. La venuta e la predicazione di un santo pellegrino, Quardo da Colonia (1150), poi canonizzato con il nome di Famiano, contribuirono ancora di più a radicare saldamente la fede nell’animo degli abitanti, che lo elessero a loro santo patrono.  La presenza della Chiesa è perciò stata sempre molto importante, anche se nei secoli Gallese, costituita poi a feudo, ha visto avvicendarsi diverse famiglie nobili - Spinelli, Colonna, Orsini, Della Rovere, Carafa, Madruzzi – come conseguenza del nepotismo papale e delle necessità sempre mutevoli nel gioco politico delle alleanze. Nel 1579 il cardinale Madruzzi cedette il marchesato di Gallese al cardinale Marco Sittico Altemps e qualche anno dopo il papa Sisto V la eresse a ducato dichiarandola “Città” e conferendole uno stemma con un gallo. Il primo duca fu Roberto Altemps.

 

GLI ALTEMPS

Castello Altemps a Gallese (VT)Con gli Altemps Gallese trovò una certa continuità e stabilità. Pietro, il terzo duca, in occasione delle sue nozze con Angelica Medici figlia di Cosimo, fece portare l’acqua in città e iniziare la costruzione del palazzo attuale sul sito dell’antica rocca. Il progetto era già stato fatto dal Vignola, ma furono i fratelli Fontana a realizzarlo. Purtroppo nel Settecento iniziò un lento decadimento, dovuto a vari motivi, sia sociali che ambientali: dissidi interni tra famiglie divisero la cittadinanza, le casate aristocratiche lasciarono Gallese per altre loro residenze e si diffuse la malaria, anche perché i campi venivano abbandonati e restavano incolti. La popolazione diminuì e anche il duca lasciò il castello, che andò lentamente in rovina. Gallese sembrava dover seguire il destino della famiglia Altemps, che andò incontro a un lungo periodo di decadenza, al punto tale che l’ultimo duca, Marco Aniceto, trovatosi in grandi ristrettezze, fu costretto a vendere la preziosissima collezione di oggetti d’arte antica e medaglie. Morto a soli 27 anni, lasciava un figlio adolescente, Giovanni, erede del titolo, e la moglie Lucrezia, nel palazzo avito di piazza Sant’Apollinare a Roma.

 

GLI HARDOUIN E LA BONIFICA

Lucrezia Altemps sposò in seconde nozze Jules Hardouin, un ufficiale degli Ussari che fu creato duca di Gallese da Pio IX nel marzo del 1861, dopo che anche Giovanni Altemps era morto. Già il duca Giulio prese a interessarsi più da vicino dei suoi possedimenti, ma fu con don Luigi Hardouin, suo figlio, che la situazione cambiò in maniera decisiva: egli tornò a risiedere a Gallese e, seguendo i pareri di esperti da lui stesso interpellati, avviò la bonifica dei territori malarici, facendo costruire 24 case coloniche per 48 famiglie che furono fatte venire da varie regioni per ripopolare il contado ormai semi abbandonato. In breve tempo la popolazione salì a 1750 persone e la vita potè riprendere.
La sorella del duca Luigi, Maria, sposò il poeta Gabriele D’Annunzio, dal quale ebbe tre figli.

 

PERIODO MODERNO

Gallese in epoca modernaDal 1870 Gallese ha seguito le sorti del Regno d’Italia prima e della Repubblica Italiana poi. Dall’inizio del Novecento in poi nella zona di Gallese Scalo si è sviluppata  lungo la ferrovia una zona di stabilimenti industriali, ma il vecchio borgo è rimasto a tutt’oggi praticamente intatto, cinto dalle sue mura, uno dei pochissimi centri urbani non deturpati dall’edilizia selvaggia e dalla cieca speculazione.